giovedì 19 febbraio 2026

2026 SEGUIMI _ FOLLOW ME

SEGUIMI -  FOLLOW  ME

 
Seguimi. Nel luogo del pensiero che si attarda sui margini. Lungo le linee di confine indebitamente spostate.  Nelle periferie del fare che smarrisce la rotta. Dove le mani non sanno più allacciarsi una scarpa senza inciampare.  Sul cornicione dove si affaccia la stanchezza del nuovo già antico, Dove le regole le scrivono i perniciosi.  Nei prompt che reinventano la Storia in modo soggettivo, e si fanno lama di dubbi.
SEGUIMI.  Dove sono i SE a guidare. Dove si affidano i contenuti alle nuvole che i pochi addensano sulle teste di tutti. 
SEGUITI.  Dove il passepartout si fa vettore di passi incerti e libera il pensiero.
Find your way. Trova la tua strada. Step by step, fuori cornice, a lato.

Passo passo, così come, foro dopo foro, io libero i vettori dal riquadro ed apro al passo successivo. Da quando @la_corniciaia mi rifornisce di scarti di passepartout, ho il materiale giusto per un oggi privato di colore dall'inasprimento dei conflitti territoriali e sociali.
Da anni uso gli sfridi cartacei del comunicare; finora sgargianti delle cromìe pubblicitarie, ora B/N e in punta di piedi. Materiali quotidiani, gesti primari, per esprimere complessità indistricabili. Immagino che i tre puntini di sospensione... se guardati al microscopio... risultino composti da infiniti vettori con potenzialità di pensiero in nuce; come l'AI, quando sceglie una parola appresso all'altra per logica statistica, non certo per sapienza nel sentire il mio disagio da interlocutore. Dove andiamo? Lo indicano i vettori. Basta scartare e scegliere. Forma e parole. Raffaella Formenti


Rullino TICKET d'ingresso

Stampe numerate e firmate, biglietto souvenir dell'evento. 
Per chi non lo smarrisce.


CHE  N E S O - Quali Nord Est Sud Ovest, nell'era delle giratorie.

































(...) Una linea che procede a tentoni, inciampando, rigirando su se stessa, cercando un senso al suo farsi, un'immagine mentale da inseguire, un motivo della sua collocazione spaziale ed esistenza nel qui ed ora. Nulla si accende, e quindi lei si affida alla casualità nervosa del gesto trattenuto, che registra lievi sbandi e digressioni, affastellamenti, scarti improvvisi, leggere flessioni dal rettilineo immaginato. La linea non è più una decisa scissione dello spazio in due, un confine netto tra due zone senza una precisa motivazione ed identità. La linea non divide in due il foglio, dando una connotazione ai due spazi che si vengono a creare. La linea si fa unica protagonista, casualmente poggiando nel suo incedere su uno o l'altro supporto scelto. Ѐ lei la narrazione stessa. Il dire coincide con il fare. Un punto che scorre e descrive il suo percorso, non per delineare una forma, ma per farsi forma grazie al suo stesso viaggio senza scopo e senza direzione. La trova nel farsi, nell'agirsi in linea, se dopo se, sé dopo sé. Io punto + Io punto+ Io punto all'infinito, o quasi: fino al precipizio del bordo. E su di esso si attarda, accumulandosi su se stesso, per non porre fine al suo spostarsi senza procedere. Potrebbe tornare sui suoi passi, ma verrebbe a scriversi una forma, essendo impossibile ripercorrere esattamente gli stessi spostamenti. Quindi, a punto arreso, sul foglio appare una linea corposa, impossibile da estendere nella sua essenza di linea.
 Una linea ingrassata dai dubbi di un punto instabile della sua essenza. (...)  raffo 2005










































frammenti di preparativi